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Reggio Emilia, sindacati chiedono misure contro il caro energia

03/08/2026

Reggio Emilia, sindacati chiedono misure contro il caro energia

Un patto territoriale per limitare gli effetti del caro energia su famiglie, lavoratori e imprese di Reggio Emilia. È la proposta avanzata congiuntamente da Cgil, Cisl e Uil provinciali, che chiedono a istituzioni e associazioni datoriali di riprendere il confronto avviato a giugno e arrivare alla sottoscrizione di un avviso comune. L’iniziativa nasce dalle preoccupazioni per le conseguenze economiche delle tensioni internazionali in Iran e nello Stretto di Hormuz, che secondo i sindacati potrebbero aggravare i rincari già registrati sulle tariffe e sui beni di consumo.

Un avviso comune da presentare a Governo e Regione

I segretari Cristian Sesena, Rosamaria Papaleo e Luigi Scardina ritengono necessario superare una fase di attesa e costruire una posizione condivisa tra organizzazioni sindacali, amministrazioni locali e rappresentanze delle imprese. Il documento dovrebbe raccogliere le richieste del territorio e portarle all’attenzione del Governo e della Regione Emilia-Romagna.

Tra le priorità indicate figurano misure di controllo dei prezzi per contrastare possibili fenomeni speculativi, nuovi strumenti di sostegno alle famiglie esposte alla povertà energetica e ammortizzatori sociali da attivare qualora l’aumento dei costi provochi crisi produttive o riduzioni dell’attività in alcuni settori.

Le principali decisioni in materia di energia, fiscalità e politiche industriali dipendono dalle istituzioni nazionali ed europee. Cgil, Cisl e Uil sostengono però che anche il territorio reggiano possa assumere impegni concreti, rafforzando allo stesso tempo la richiesta di interventi strutturali rivolta ai livelli superiori di governo.

Smart working e trasporto pubblico tra le proposte

Il piano delineato dalle tre organizzazioni comprende la possibilità di facilitare il ricorso al lavoro agile nelle attività compatibili, così da ridurre gli spostamenti in automobile e le spese sostenute quotidianamente dai dipendenti. La misura potrebbe incidere sui consumi di carburante, soprattutto per chi percorre lunghe distanze per raggiungere il posto di lavoro.

I sindacati propongono inoltre di incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico locale, intervenendo sull’offerta e sulle condizioni di accesso al servizio. L’obiettivo è fornire un’alternativa economicamente sostenibile all’auto privata e limitare l’impatto degli aumenti dei carburanti sui bilanci familiari.

Un’altra ipotesi riguarda la destinazione ai Comuni di ulteriori quote degli extraprofitti realizzati dalle multiutility. Le risorse potrebbero finanziare servizi pubblici, prestazioni sociali e strumenti di welfare rivolti alle fasce della popolazione maggiormente esposte all’aumento delle bollette.

Addizionali comunali rimodulate in base al reddito

Cgil, Cisl e Uil chiedono di valutare anche una revisione progressiva delle addizionali comunali, con un sistema capace di distribuire il carico fiscale in rapporto alle diverse condizioni economiche dei contribuenti. La proposta sarà sottoposta al confronto con Comuni, Provincia e associazioni datoriali insieme alle altre misure elaborate dalla rappresentanza sindacale.

Secondo le tre sigle, nessun intervento locale potrebbe compensare integralmente gli effetti di una crisi energetica internazionale. Un insieme coordinato di azioni sarebbe però in grado di attenuare l’aumento dei costi, proteggere i redditi più bassi e sostenere le attività produttive maggiormente dipendenti dall’energia e dai trasporti.

Il confronto ripartirà dopo la pausa estiva

Una prima discussione si era svolta nel mese di giugno su iniziativa del presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni. L’incontro aveva aperto il dialogo sulle conseguenze economiche del caro energia, senza arrivare ancora alla definizione di un programma operativo condiviso.

Le organizzazioni sindacali chiedono ora di proseguire il percorso subito dopo la pausa estiva, coinvolgendo enti locali e rappresentanze imprenditoriali. Il tavolo dovrà individuare le misure attuabili sul territorio, definire gli impegni di ciascun soggetto e formulare richieste unitarie da trasmettere alle istituzioni regionali e nazionali.

Per Sesena, Papaleo e Scardina, l’aumento delle tariffe rischia di sommarsi alla crescita dei prezzi al consumo attesa per l’autunno, comprimendo ulteriormente il potere d’acquisto. La sottoscrizione dell’avviso comune dovrebbe quindi offrire alla provincia una linea condivisa per affrontare le ripercussioni sociali e produttive della nuova fase di instabilità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.