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Sanità Reggio Emilia, FP Cgil: ferie e personale a rischio

19/05/2026

Sanità Reggio Emilia, FP Cgil: ferie e personale a rischio

La carenza di personale nell’Ausl di Reggio Emilia rischia di pesare sull’organizzazione dei servizi territoriali già dall’inizio dell’estate, mettendo sotto pressione infermieri, Oss e professionisti della riabilitazione. A lanciare l’allarme è la FP Cgil provinciale, che richiama l’attenzione sul rischio che la continuità assistenziale venga garantita attraverso turni aggiuntivi, rimodulazioni dell’orario e carichi di lavoro più pesanti per il personale già in servizio.

Nuovi ingressi insufficienti rispetto al fabbisogno

Secondo quanto riferito dal sindacato, nonostante bandi e procedure di somministrazione attivati dall’azienda sanitaria, il numero di nuove unità disponibili non sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno previsto. Il termine indicato per gli ingressi era fissato al 15 maggio, ma il bilancio viene definito deludente dalla FP Cgil, che teme una situazione particolarmente critica a partire dal primo giugno.

La Direzione aziendale avrebbe già annunciato ulteriori misure per garantire la continuità dei servizi, tra cui revisione degli assetti organizzativi, rimodulazione dei turni e strumenti di compensazione della turnistica ordinaria. Per il sindacato, dietro queste formule si nasconde il rischio concreto di chiedere ancora disponibilità aggiuntiva a lavoratrici e lavoratori già provati da mesi di coperture, sostituzioni e organici ridotti.

Il nodo centrale riguarda il periodo estivo, quando il diritto alle ferie deve convivere con la necessità di mantenere attivi i servizi sanitari. L’azienda, secondo quanto riportato, dichiara di voler garantire le tre settimane di ferie estive, ma la FP Cgil teme che la gestione della carenza finisca comunque per scaricarsi sul personale interno.

Merlino: il diritto al riposo non può essere compresso

“La gestione di questa carenza non può e non deve ricadere esclusivamente sulle spalle dei lavoratori”, afferma Gaetano Merlino della FP Cgil. Il sindacato ricorda che le ferie non sono una concessione, ma un diritto contrattuale e costituzionale, e che il personale sanitario non può essere trattato come soluzione permanente a un problema di reclutamento che resta aperto.

La sigla sindacale lega il tema del riposo alla qualità stessa dell’assistenza. Un’organizzazione fondata su turni troppo pesanti e su equipe ridotte rischia di produrre effetti negativi sia sugli operatori sia sui cittadini. Per la FP Cgil, il benessere di chi cura è parte integrante della sicurezza delle cure, perché personale stanco, stressato o privo di adeguati recuperi non può essere messo nelle condizioni migliori per garantire servizi efficaci.

Da via Roma arriva quindi la richiesta di un impegno costante nella ricerca di nuovo personale e di un confronto reale sulle misure organizzative. Il sindacato chiede che le revisioni annunciate non si traducano in un depotenziamento dei servizi o in una compressione dei diritti contrattuali. La continuità assistenziale, avverte la FP Cgil, non può essere costruita facendo pagare ai lavoratori il prezzo della crisi del sistema sanitario.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.