Bologna, Skills Intelligence avvia il percorso 2026
19/05/2026
È partito il 5 maggio, al Tecnopolo DAMA di Bologna, il percorso 2026 di Skills Intelligence Emilia-Romagna, progetto dedicato all’analisi dei fabbisogni di competenze ad alta specializzazione nel territorio regionale. Il primo focus group ha coinvolto imprese, enti pubblici e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di raccogliere indicazioni concrete sui profili professionali più difficili da reperire e sulle competenze richieste dai settori produttivi e istituzionali.
Otto tavoli tematici per leggere i fabbisogni delle filiere
Dopo l’apertura in plenaria affidata a Marina Silverii, direttrice operativa di ART-ER, i partecipanti sono stati suddivisi in otto tavoli di lavoro, costruiti a partire dai dati elaborati nell’ambito di Skills Intelligence Emilia-Romagna. All’iniziativa hanno preso parte circa 110 rappresentanti di imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore, chiamati a confrontarsi su competenze tecniche, profili emergenti e figure professionali di difficile reperimento.
Le tematiche sono state selezionate con la collaborazione dei partner di progetto, in particolare delle associazioni Clust-ER, MUNER e Associazione Big Data, seguendo le aree di specializzazione della Strategia regionale S3. Il tavolo Agrifood ha lavorato sulle competenze per la filiera ortofrutticola, analizzando figure come ingegnere ambientale, specialista ambientale, HSE specialist, production planner ed esperto di requisiti ambientali di prodotto.
Il tavolo Build si è concentrato sulla diagnosi e sul monitoraggio delle costruzioni, con attenzione a ingegneri civili, project manager, ingegneri elettrici, progettisti BIM e tecnici informatici. Il gruppo Create ha affrontato la digitalizzazione nella moda, mentre Innovate & Mech ha discusso le competenze di cybersecurity nel manifatturiero, includendo profili come IT manager, sistemista, cloud engineer, DevOps engineer e cyber security specialist.
Formazione e imprese verso proposte condivise
Tra i tavoli di lavoro, MUNER ha approfondito data engineering, intelligenza artificiale e vehicle performance analytics per l’ingegneria del veicolo ad alte prestazioni, con profili come progettista meccanico, progettista elettrico, project engineer, software engineer e hardware engineer. Un altro gruppo ha unito urbanistica, turismo, greentech e costruzioni per discutere mobilità sostenibile, pianificazione territoriale e transizione verde, con figure quali facility manager, sustainability specialist, progettista e mobility manager.
L’Associazione Big Data ha invece lavorato sulle competenze richieste dal Tecnopolo DAMA, concentrandosi su data engineer, data analyst, data scientist, software engineer, AI/ML engineer, presales specialist e sistemista. La varietà dei profili analizzati mostra quanto il tema delle competenze attraversi filiere molto diverse, dalla manifattura alla moda, dall’agroalimentare alle costruzioni, fino ai big data e alla mobilità.
Il percorso 2026 introduce una nuova articolazione del confronto: una giornata dedicata a imprese, enti pubblici e terzo settore, già svolta a maggio, e una seconda fase rivolta al mondo della formazione, prevista a novembre. Gli esiti dei tavoli saranno presentati agli enti formativi regionali per costruire proposte operative capaci di ridurre il divario tra competenze richieste e competenze disponibili, favorendo percorsi più aderenti ai bisogni reali del sistema emiliano-romagnolo.
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