Aeroporti e logistica, l’Emilia-Romagna sceglie una regia unica per crescere
16/04/2026
L’Emilia-Romagna sceglie di intervenire in modo organico sul proprio sistema aeroportuale e logistico, approvando una legge regionale che prova a superare una visione frammentata degli scali e a costruire, invece, una strategia unitaria capace di tenere insieme mobilità, economia, turismo e sostenibilità. Il via libera dell’Assemblea legislativa al provvedimento promosso dalla Giunta regionale apre una fase nuova, nella quale Bologna, Parma, Forlì e Rimini vengono letti non come realtà separate o concorrenti, ma come componenti di una rete che può produrre effetti più solidi proprio se governata con una regia comune.
Il significato politico e amministrativo della norma va oltre la sola materia aeroportuale. In gioco c’è infatti una diversa idea di infrastruttura regionale, nella quale i collegamenti aerei si integrano con il trasporto ferroviario, con la viabilità stradale, con il porto e con i nodi logistici, dentro una prospettiva che mette al centro la capacità del territorio di restare competitivo in uno scenario internazionale diventato sempre più instabile. La legge nasce per dare continuità e visione di lungo periodo a un settore strategico, evitando che le singole scelte vengano affrontate di volta in volta in modo isolato.
Una legge per fare sistema tra scali, merci e territorio
Il cuore del provvedimento sta proprio nel cambio di impostazione: non più una logica competitiva tra aeroporti, ma un modello collaborativo fondato sulla valorizzazione delle specificità di ciascuno scalo. La Regione individua così negli aeroporti infrastrutture centrali per l’accessibilità del territorio, per l’internazionalizzazione delle imprese e per la capacità di attrarre flussi turistici e commerciali. Questa scelta si accompagna a una dotazione economica significativa, tredici milioni di euro in tre anni, con oltre quattro milioni l’anno destinati a sostenere le misure previste dalla legge.
Una parte rilevante delle risorse sarà impiegata per rendere più attrattivi gli scali di dimensioni minori, anche attraverso l’abolizione della council tax per gli aeroporti con meno di 700mila passeggeri annui. L’obiettivo è favorire nuove rotte, ampliare i collegamenti e distribuire in modo più equilibrato le opportunità sul territorio regionale. Parallelamente, la norma guarda con decisione al comparto merci, destinando risorse specifiche al rafforzamento del trasporto ferroviario attraverso strumenti come ferrobonus, riduzione dei costi delle tracce e incentivi per le operazioni nei terminal logistici.
Il passaggio più interessante è il tentativo di saldare in un’unica visione il tema della mobilità delle persone con quello della logistica delle merci, evitando che i due ambiti procedano su binari separati. La Regione prova così a costruire una piattaforma infrastrutturale più coerente, in grado di collegare in modo più efficiente aeroporti, porto, interporti e rete ferroviaria, con un’attenzione crescente al riequilibrio modale e alla sostenibilità ambientale.
Cabina di regia, turismo e sostenibilità come assi strategici
Uno degli strumenti più rilevanti introdotti dalla legge è la cabina di regia regionale, pensata per coordinare istituzioni, gestori aeroportuali e soggetti economici in una sede permanente di confronto e programmazione. La sua composizione, che coinvolgerà Regione, Comuni sedi di aeroporto, gestori, Apt e Unioncamere Emilia-Romagna, segnala la volontà di costruire decisioni condivise, capaci di tenere insieme esigenze territoriali e obiettivi di sistema. A questo si affiancherà anche un tavolo permanente sulla logistica sostenibile, con la partecipazione di associazioni datoriali, sindacati e altri attori del comparto.
Il tema dell’attrattività turistica resta uno dei pilastri del provvedimento. I collegamenti aerei vengono riconosciuti come una leva decisiva per rafforzare la presenza dell’Emilia-Romagna sui mercati internazionali, in un momento in cui la qualità delle connessioni incide in modo diretto sulla competitività delle destinazioni. Le nuove rotte previste per la stagione estiva, insieme al rafforzamento dei legami con alcuni mercati europei strategici, mostrano già la direzione imboccata. Ma la legge va oltre l’emergenza delle singole stagioni e prova a stabilizzare questo approccio dentro una cornice più duratura.
Dentro questo impianto, la sostenibilità non viene trattata come un elemento accessorio, ma come una condizione strutturale per lo sviluppo futuro. La crescita del sistema aeroportuale viene infatti legata esplicitamente alla necessità di mantenere un equilibrio tra espansione economica, integrazione territoriale e minore impatto ambientale. È questo il nodo più delicato e allo stesso tempo più ambizioso della nuova norma: accompagnare il rafforzamento delle connessioni regionali senza rinunciare a una visione più avanzata della mobilità e della logistica.
L’Emilia-Romagna prova così a dotarsi di uno strumento che non si limita a regolare, ma orienta. In un contesto segnato da incertezza internazionale, aumento dei costi energetici e tensioni che incidono anche sul traffico aereo, fare sistema non appare più soltanto una scelta utile, ma una necessità. La legge sugli aeroporti e sulla logistica si muove esattamente in questa direzione: dare agli scali regionali una cornice comune, rafforzare le connessioni e trasformare la cooperazione in una leva concreta di sviluppo.
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