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Affitti, Milano resta la più cara: stipendi sotto pressione

09/06/2026

Affitti, Milano resta la più cara: stipendi sotto pressione

Milano resta la città più cara d’Italia per chi vive in affitto, con un canone medio che arriva ad assorbire il 73% dello stipendio netto. Ma il problema non riguarda solo il capoluogo lombardo: tra il 2019 e il 2025 gli affitti sono cresciuti molto più rapidamente delle retribuzioni in gran parte dei principali capoluoghi italiani, aggravando l’accesso alla casa per giovani, famiglie e lavoratori. È quanto emerge da un’elaborazione CNA su dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette nello stesso periodo.

Affitti cresciuti fino al 49% dal 2019

L’analisi prende in considerazione il canone di locazione di un appartamento standard da 70 metri quadrati nei capoluoghi di provincia. In media, gli aumenti registrati dal 2019 al 2025 vanno dal 19% di Potenza fino a quasi il 50% nelle città più esposte alla pressione economica, universitaria e turistica. Nello stesso arco di tempo, le retribuzioni nette sono cresciute in modo molto più contenuto, con incrementi generalmente compresi tra il 7% e il 15%.

A guidare la classifica dei rincari sono Milano e Firenze, entrambe con un aumento degli affitti pari al 49% rispetto al 2019. Oggi, per un appartamento medio, servono oltre 1.800 euro al mese nel capoluogo lombardo e circa 1.340 euro a Firenze. Subito dopo compaiono Bologna, Padova, Venezia e Napoli, tutte con incrementi superiori al 40%.

Anche Roma mostra una crescita rilevante, intorno al 37%, mentre Bari e Verona la superano con un aumento del 39%. Più contenuti i rincari nei capoluoghi del Sud e nelle città meno interessate da forti flussi turistici, universitari o produttivi. Tra i centri dove i canoni sono saliti meno figurano Potenza, Campobasso, Catanzaro e Perugia, con incrementi compresi in genere tra il 19% e il 23%.

Milano al 73%, Firenze al 62% dello stipendio

Il dato più critico riguarda l’incidenza dell’affitto sugli stipendi medi netti. A Milano il canone medio assorbe il 73% della retribuzione, una quota che rende l’abitazione in locazione difficilmente sostenibile per molti lavoratori. A Firenze l’incidenza arriva al 62%, confermando una pressione abitativa molto elevata anche nel capoluogo toscano.

Il peso dell’affitto supera il 50% degli stipendi medi anche a Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa. Si tratta in larga parte di città universitarie, poli produttivi o destinazioni turistiche, dove la domanda di alloggi continua a crescere più rapidamente dell’offerta disponibile. Il risultato è un divario crescente tra redditi e costi abitativi, con effetti diretti sulla possibilità di vivere e lavorare nei centri più dinamici del Paese.

All’estremo opposto si trova L’Aquila, dove l’affitto incide per il 30% dello stipendio netto. Seguono Catanzaro, Isernia, Caltanissetta ed Enna, con percentuali comprese tra il 31% e il 32%. Il confronto evidenzia una frattura territoriale marcata: le città con maggiore attrattività economica e formativa diventano anche quelle meno accessibili per lavoratori, studenti e giovani famiglie.

CNA: il caro casa frena lavoro e crescita

Secondo CNA, l’aumento degli affitti non è più soltanto una questione abitativa o sociale, ma un fattore che incide direttamente sulla competitività dei territori. Le micro e piccole imprese segnalano difficoltà crescenti nel reperire lavoratori qualificati disposti a trasferirsi nelle grandi città, proprio a causa del costo della casa.

Il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini, parla di una vera emergenza economica, capace di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. Il costo dell’abitare, secondo l’associazione, sta diventando un ostacolo alla mobilità professionale e alla capacità delle città più dinamiche di attrarre competenze.

Per affrontare il problema, CNA indica alcune priorità: aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato, favorire la rigenerazione urbana e sostenere un equilibrio tra sviluppo economico e sostenibilità sociale. Un Piano casa efficace e incentivi adeguati per la riqualificazione immobiliare vengono considerati strumenti necessari per evitare città sempre più costose, meno accessibili e incapaci di trattenere giovani, lavoratori e competenze.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.