Kerakoll, nuovo contratto integrativo approvato all’unanimità
10/06/2026
I lavoratori degli stabilimenti Kerakoll di Sassuolo e Rubiera hanno approvato all’unanimità il nuovo Contratto Integrativo Aziendale. Il voto è arrivato al termine delle assemblee sindacali concluse oggi nelle due sedi produttive dell’azienda, realtà di primo piano dell’industria chimica con oltre 700 dipendenti. L’intesa, raggiunta dopo una trattativa durata diversi mesi, introduce novità su relazioni industriali, salario, smart working, conciliazione dei tempi di vita e lavoro, diritti individuali e stabilizzazioni.
Commissioni paritetiche e confronto permanente
Il nuovo accordo conferma un sistema di relazioni industriali giudicato consolidato e avanzato dalle organizzazioni sindacali. Tra gli elementi più rilevanti figura l’istituzione di Commissioni Tecniche Paritetiche permanenti, composte da rappresentanti aziendali e rappresentanti sindacali, con il compito di aprire un confronto stabile su materie centrali per l’organizzazione del lavoro.
Le commissioni si occuperanno di orari e riduzione dell’orario di lavoro, conciliazione tra vita privata e attività professionale, smart working, flessibilità, polivalenza e salute e sicurezza. Potranno inoltre avvalersi del contributo di soggetti esterni, chiamati a supportare la discussione e a formulare proposte di miglioramento.
Per Filctem Cgil di Modena e Reggio Emilia e per la Rsu, questo impianto rafforza la partecipazione dei lavoratori e offre strumenti concreti per affrontare le trasformazioni organizzative. L’accordo punta infatti a tenere insieme qualità del lavoro, riconoscimento professionale e capacità dell’impresa di gestire i cambiamenti produttivi.
Smart working, part time e flessibilità oraria
Una parte significativa dell’intesa riguarda la conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Il contratto conferma e regolamenta lo smart working, modalità sulla quale Kerakoll continuerà a investire. I sindacati sottolineano il valore della scelta, soprattutto in una fase in cui diverse imprese stanno riducendo o abbandonando il lavoro agile.
Il nuovo integrativo disciplina anche la possibilità di trasformare il rapporto di lavoro da full time a part time in presenza di specifiche esigenze personali e familiari. Le casistiche riguardano assistenza e cura, maternità, formazione e vicinanza all’età pensionabile.
Viene inoltre migliorato e ampliato l’istituto della flessibilità degli orari di lavoro in entrata e in uscita. La misura risponde alla necessità di rendere l’organizzazione più compatibile con i bisogni delle persone, senza rinunciare alla continuità produttiva e alla qualità dei processi aziendali.
Premio di risultato fino a 4-5mila euro annui
L’accordo contiene anche una parte economica considerata rilevante dalle organizzazioni sindacali. Vengono riconosciuti nuovi elementi retributivi legati alla valorizzazione della professionalità e della polivalenza, insieme all’introduzione di nuove indennità di mansione.
Aumenta inoltre il contributo a carico dell’azienda per la previdenza complementare e per la sanità integrativa. Un intervento che rafforza il welfare contrattuale e amplia le tutele collegate al rapporto di lavoro.
Il nuovo integrativo rinnova anche l’impianto del premio di risultato, prevedendo ulteriori premi annuali aggiuntivi. Nel complesso, il sistema premiale potrà raggiungere una media compresa tra 4.000 e 5.000 euro annui lordi, in base ai criteri e agli obiettivi definiti dall’accordo.
Più permessi e impegno sulle stabilizzazioni
Sul fronte dei diritti individuali, l’intesa conferma le tutele già acquisite nei precedenti rinnovi e introduce ulteriori misure. Sono previsti permessi retribuiti aggiuntivi per la formazione e il diritto allo studio, per l’assistenza, per visite mediche di familiari e per l’inserimento dei figli al nido e alla scuola materna.
Vengono inoltre ampliate le casistiche per i permessi legati al lutto. Il contratto interviene anche sul tema delle stabilizzazioni, prevedendo l’impegno dell’azienda ad anticipare le tempistiche rispetto a quanto previsto dalla normativa sui contratti somministrati.
Filctem Cgil di Modena e Reggio Emilia e la Rsu definiscono il risultato importante e non scontato, anche alla luce del contesto economico internazionale e della fase di instabilità che attraversa il sistema produttivo. Secondo i sindacati, l’accordo raggiunge un equilibrio tra retribuzione aggiuntiva, qualità del lavoro e partecipazione attiva dei lavoratori, configurandosi come un possibile modello per la contrattazione aziendale di secondo livello.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to