Emilia-Romagna, 3 milioni alle Pmi per trasferire la ricerca
07/08/2026
Tre milioni di euro saranno messi a disposizione delle piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna per trasformare risultati scientifici, tecnologie e prototipi già sviluppati in applicazioni industriali concrete. Il nuovo bando, approvato dalla Giunta regionale nell’ambito del Programma Fesr 2021-2027, finanzierà progetti di sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico realizzati in collaborazione con università, enti di ricerca e laboratori della Rete alta tecnologia regionale.
Contributi fino a 300mila euro per ogni progetto
Il sostegno sarà concesso a fondo perduto e potrà raggiungere un massimo di 300mila euro per progetto. Le percentuali di copertura varieranno in base alla tipologia delle attività finanziate, mentre il bando prevede specifiche maggiorazioni per gli interventi che risponderanno ai criteri indicati dalla Regione.
Potranno partecipare le piccole e medie imprese e i consorzi con attività esterna che dispongono di una sede operativa in Emilia-Romagna. Ogni progetto dovrà avere un valore minimo di 200mila euro e concludersi entro luglio 2028.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma regionale Sfinge 2020. La finestra per l’invio delle candidature sarà aperta dal 24 settembre al 30 ottobre 2026. Le imprese interessate dovranno quindi definire attività, costi, obiettivi industriali e soggetti scientifici coinvolti prima della scadenza prevista.
Obbligatoria la collaborazione con università e laboratori
Uno degli elementi centrali del bando è l’obbligo di collaborare con almeno un’università, un ente di ricerca oppure una struttura appartenente alla Rete alta tecnologia dell’Emilia-Romagna. Il rapporto con il soggetto scientifico dovrà avere un valore minimo di 40mila euro.
La misura punta a ridurre la distanza tra il momento in cui nasce un risultato di ricerca e la sua effettiva introduzione nei processi produttivi. Le imprese potranno acquisire competenze, conoscenze e soluzioni già sviluppate, adattandole alle proprie esigenze e verificandone l’efficacia attraverso attività sperimentali.
I progetti dovranno arrivare alla realizzazione di un prototipo funzionante o di un dimostratore. Non saranno quindi finanziate semplici analisi teoriche, ma percorsi capaci di validare tecnologie mature e prepararne l’utilizzo in stabilimenti, servizi, prodotti o processi aziendali.
Digitale e sostenibilità al centro degli investimenti
Le risorse regionali saranno indirizzate verso iniziative in grado di rafforzare la competitività delle filiere produttive e accompagnare le imprese nelle transizioni digitale ed ecologica. Le applicazioni potranno riguardare, tra gli altri ambiti, l’automazione, l’impiego dei dati, l’efficienza energetica, i nuovi materiali, la riduzione degli scarti e l’ottimizzazione dei processi industriali.
La finalità è consentire anche alle aziende di dimensioni contenute di accedere a tecnologie e competenze che difficilmente potrebbero sviluppare al proprio interno. La collaborazione con il sistema della ricerca dovrà facilitare la sperimentazione, ridurre i rischi legati all’innovazione e accelerare l’introduzione sul mercato di soluzioni con un potenziale produttivo già verificabile.
Il trasferimento tecnologico potrà inoltre generare nuove opportunità occupazionali per profili qualificati, favorendo l’incontro tra ricercatori, tecnici e imprese. La Regione intende utilizzare il patrimonio scientifico presente sul territorio per sostenere investimenti, attrarre nuove attività e rafforzare la capacità delle aziende emiliano-romagnole di competere sui mercati nazionali e internazionali.
Colla: portare le idee nelle applicazioni industriali
Il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha evidenziato che il valore della ricerca dipende dalla capacità di produrre innovazione, sviluppo economico e lavoro qualificato. Il bando, ha spiegato, nasce per accompagnare il passaggio dalle conoscenze sviluppate nei centri scientifici alle applicazioni utilizzabili dalle imprese.
Secondo Colla, l’Emilia-Romagna dispone di uno degli ecosistemi dell’innovazione più avanzati del Paese, costruito attorno a università, laboratori, infrastrutture di ricerca e aziende. La nuova misura dovrà valorizzare questa rete e indirizzarne le competenze verso le esigenze delle filiere produttive regionali.
Il finanziamento rientra nella strategia del Programma Fesr 2021-2027 dedicata alla ricerca industriale e alla crescita delle Pmi. Dopo la chiusura della fase di candidatura, i progetti saranno esaminati secondo le procedure e i criteri previsti dal bando, fino all’assegnazione delle risorse disponibili.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.