Emilia-Romagna, 440mila euro per 35 progetti di pace
30/07/2026
La Regione Emilia-Romagna finanzierà 35 progetti dedicati alla pace, ai diritti umani e alla cittadinanza globale, mettendo a disposizione complessivamente 440mila euro. La Giunta regionale ha approvato gli esiti del bando 2026, la cui dotazione iniziale di 220mila euro è stata raddoppiata durante l’assestamento di bilancio, consentendo di ampliare da 17 a 35 il numero delle iniziative sostenute.
Progetti rivolti soprattutto alle giovani generazioni
Le risorse finanzieranno attività culturali, educative, informative, didattiche e di ricerca rivolte alla comunità regionale, con una particolare attenzione a bambini, adolescenti e giovani. I percorsi selezionati affrontano i temi della nonviolenza, della solidarietà internazionale, del dialogo interculturale, della partecipazione democratica e della tutela dei diritti umani.
Tra le iniziative previste figurano laboratori per riconoscere e contrastare la disinformazione, mostre fotografiche diffuse negli spazi urbani, incontri pubblici, attività nelle scuole, festival musicali e percorsi artistici dedicati al rifiuto della guerra e del riarmo. Altri progetti utilizzeranno teatro, lettura, memoria e linguaggi visivi per stimolare il confronto tra generazioni e persone provenienti da contesti culturali differenti.
Il bando è rivolto agli Enti locali dell’Emilia-Romagna, comprese Province, Comuni, Unioni di Comuni e Città metropolitana, oltre che alle Università e alle organizzazioni senza finalità di lucro con sede legale oppure operativa nel territorio regionale. Possono rientrare tra i beneficiari associazioni di volontariato e promozione sociale, cooperative sociali, fondazioni e organizzazioni di utilità sociale.
Bologna guida la distribuzione territoriale
Dei 35 progetti ammessi al finanziamento, 14 sono stati presentati da Enti locali e 21 da associazioni e organizzazioni della società civile. La provincia di Bologna concentra il numero maggiore di iniziative, con 16 progetti. Seguono Reggio Emilia con otto e Ravenna con tre.
Ferrara, Modena e Forlì-Cesena ottengono due finanziamenti ciascuna, mentre un progetto è stato selezionato rispettivamente nelle province di Parma e Rimini. La distribuzione consente di coinvolgere città capoluogo, piccoli Comuni e comunità delle aree periferiche attraverso attività costruite sulle caratteristiche sociali e culturali dei singoli territori.
«Grazie a queste risorse i nostri territori saranno laboratori di pratiche educative e luoghi di dialogo per costruire comunità inclusive e coese», ha dichiarato Gessica Allegni, assessora regionale alla Cultura. L’assessora ha richiamato il ruolo dell’ascolto e del confronto nella gestione delle differenze, evidenziando il valore politico del raddoppio dei fondi deciso con l’assestamento di bilancio.
Secondo Allegni, la cultura può contribuire alla costruzione della pace partendo dalle ragazze e dai ragazzi, offrendo strumenti per comprendere i conflitti, riconoscere le prevaricazioni e partecipare alla vita collettiva con maggiore consapevolezza.
Dall’arte contro il riarmo ai percorsi nelle scuole
Al primo posto della graduatoria figura “RiArt – Artiste e artisti per la pace e contro la guerra e il riarmo”, promosso dall’associazione culturale Youkali Aps di Bologna. Il Comune di Parma realizzerà “Orizzonti di Pace: Voci e Sguardi tra Parma e Mondo”, mentre il Comune di Reggio Emilia svilupperà “Disarmante. Segni di pace per praticare la nonviolenza”.
San Lazzaro di Savena proporrà “Dopo la pioggia”, dedicato alle storie e alle possibilità di pace in un contesto segnato dai conflitti. A Bologna tornerà il Festival Suoni di Pace, promosso dalla scuola di musica Inno alla Gioia, mentre Scandiano organizzerà un programma cittadino sui diritti umani.
Tra i progetti finanziati rientra anche il Festival delle Culture di Ravenna, insieme a “Comunità Parlanti” dell’associazione Donne in strada di Bologna e a “StandUp4Change”, percorso rivolto a giovani dai nove ai tredici anni tra Bologna e Monte Sole.
A Novellara sarà realizzato “Di mano in mano”, mentre Bagnara Eventi proporrà il Popoli Pop Cult Festival 2026, con un approfondimento sull’eredità della civiltà greca. La Fondazione Mondinsieme di Reggio Emilia curerà “Trame – Intrecci di relazioni interculturali”, affiancata da iniziative sull’educazione nonviolenta ai conflitti e sull’inclusione nelle scuole.
Musica, biblioteche e memoria per favorire il dialogo
Il programma comprende “Dialoghi di Pace” dell’Agenzia per il Peacebuilding, “Sincronie Ribelli” del Comune di Bentivoglio e “Volevamo solo giocare” di Iscos Emilia-Romagna. Le Acli provinciali di Bologna svilupperanno “Sentieri di pace”, mentre a Ferrara l’associazione Santa Caterina da Siena proporrà “Fatti per dono – Fattori di pace”.
Cervia realizzerà un percorso sui valori della comunità, Cavriago utilizzerà arte, teatro e parole per affrontare i temi della convivenza e Cesena promuoverà “Cesena Città Globale: il futuro è domani”. A Rimini l’associazione Educaid unirà musica e testimonianze nel progetto “Voci di pace: note & parole per i diritti umani”.
Sono previsti inoltre percorsi educativi di WeWorld, un progetto musicale sulla convivenza promosso dal Comune di Forlì, attività dedicate alla salute e ai diritti delle donne a Bologna e la terza edizione de “Il mondo come lo vedi tu” a Portomaggiore.
Completano le iniziative indicate nella graduatoria “Memorie comuni”, dedicato alle mappe emozionali e ai percorsi interculturali nel capoluogo regionale, e la seconda edizione di “Attraverso – Letture, ascolti e visioni di pace in biblioteca”, promossa da Arci Reggio Emilia.
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