Sisma Emilia 2012, fine emergenza e altri 150 milioni
20/05/2026
Quattordici anni dopo le scosse del maggio 2012, per i territori dell’Emilia-Romagna colpiti dal terremoto si è chiuso lo Stato di emergenza, mentre la ricostruzione entra nella fase disciplinata dalla nuova normativa nazionale sul post calamità. Il punto è stato fatto a Cento, uno dei Comuni ferraresi più segnati dal sisma, durante il Comitato istituzionale presieduto dal presidente della Regione Michele de Pascale, anche Commissario straordinario alla Ricostruzione, e dall’assessore delegato Davide Baruffi.
Ricostruzione privata completata e cantieri pubblici ancora aperti
La chiusura dello Stato di emergenza certifica soprattutto l’avanzamento della ricostruzione privata, ormai sostanzialmente completata. Sono circa 20 mila le abitazioni ripristinate, con 28 mila persone rientrate nelle proprie case. Sul fronte economico, risultano tornate operative 6.800 attività produttive e 3.300 imprese industriali e agricole, grazie a un investimento complessivo di circa 8 miliardi di euro, di cui oltre 7 già liquidati.
Resta invece ancora al centro dell’impegno pubblico il completamento della ricostruzione degli edifici pubblici e del patrimonio culturale. Proprio a Cento, il Comitato si è svolto nella Pinacoteca civica “Il Guercino”, gravemente danneggiata dal sisma e riaperta nel 2024. Al termine dell’incontro è stato effettuato anche un sopralluogo al teatro Borgatti, altro luogo simbolico della città colpito dalle scosse, per verificare l’avanzamento dei lavori di ripristino.
De Pascale ha definito la fine dell’emergenza un passaggio dal forte valore simbolico, perché riconosce il lavoro svolto dalle istituzioni, dagli enti locali e dalle comunità. Il presidente ha però chiarito che il ritorno a una normalità amministrativa non coincide con la conclusione dell’impegno pubblico: la ricostruzione continuerà fino alla chiusura dell’ultimo cantiere.
Nuova legge nazionale e ulteriori risorse per il territorio
Durante il Comitato è stato ricordato che la nuova legge 40 del 2025, voluta dal Governo per disciplinare le fasi successive alle calamità, ha recepito elementi del modello emiliano-romagnolo, fondato su collaborazione istituzionale, continuità amministrativa e ruolo centrale del Commissario. Il passaggio allo stato di ricostruzione di rilievo nazionale consente di mantenere strumenti operativi adeguati, contabilità speciale, ordinanze e una governance coordinata.
Tra le novità più rilevanti è stato annunciato lo stanziamento di ulteriori 113,4 milioni di euro da parte del Governo per la ricostruzione pubblica, ai quali si aggiungono quasi 39 milioni legati al cosiddetto sisma bonus. Complessivamente, arrivano quindi nuove risorse per circa 150 milioni di euro, destinate a sostenere il completamento degli interventi ancora aperti.
Baruffi ha ricordato che la promessa fatta dopo il terremoto resta invariata: non fermarsi fino a ricostruzione conclusa. Superata la fase più intensa sugli immobili privati, l’attenzione si concentra ora su opere pubbliche, beni culturali e valorizzazione del territorio. Anche il sindaco di Cento, Edoardo Accorsi, ha richiamato il valore del metodo condiviso tra istituzioni, sottolineando che la ricostruzione non si misura soltanto dalle singole opere, ma dalla capacità di procedere insieme fino al completamento degli interventi.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.